Crescita personale: come misurarla?
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Luca, come posso misurare il mio livello di crescita personale?
Questa è una domanda che mi viene spesso rivolta da coloro che desiderano migliorare sé stessi.
Crescere come persona è uno degli obiettivi più nobili e gratificanti che possiamo perseguire. Che si tratti di migliorare le nostre capacità, raggiungere i propri sogni o diventare la versione migliore di noi stessi, il percorso di crescita personale è un viaggio continuo che richiede impegno, riflessione e costanza.
Ma come possiamo sapere se stiamo realmente crescendo? Come possiamo misurare il progresso che facciamo lungo questo cammino?
In questo articolo, esploreremo diverse modalità per misurare la nostra crescita personale, partendo dagli indicatori più semplici e tangibili fino a quelli più sottili e significativi. Che tu sia all’inizio del tuo percorso o già ben avviato, troverai spunti utili per comprendere meglio il tuo progresso e continuare il tuo processo di crescita personale.
Pronto? Pronta? Iniziamo 🙂
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COSA TROVERAI IN QUESTO ARTICOLO:
- Misurare la propria crescita personale se sei un principiante
- Misurare la crescita personale da “esperti”
- Crescita personale: vuoi fare il prossimo passo con noi?
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1) Misurare la propria crescita personale se sei un principiante
Quando ci avviciniamo per la prima volta alla crescita personale, tendiamo a misurarla basandoci su parametri concreti e tangibili. Questo è del tutto naturale, poiché abbiamo bisogno di riferimenti chiari per capire se stiamo effettivamente progredendo.
Ognuno ha i suoi criteri per misurare la propria crescita personale e certamente sono tutti importanti. Ne vediamo di seguito alcuni tra i più significativi.
Un esempio classico è il numero di libri letti durante l’anno. Leggere è una delle attività più comuni nel campo dell’automiglioramento, poiché ci permette di acquisire nuove conoscenze, ampliare la nostra visione del mondo e trovare ispirazione. Misurare quanti libri leggiamo è un modo semplice e immediato per vedere quanto ci stiamo dedicando alla nostra crescita personale e quando siamo cresciuti in un determinato lasso di tempo.
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Un altro parametro comune è quello degli obiettivi raggiunti. Ad esempio, potremmo chiederci: “Quanti degli obiettivi che mi ero prefissato/a ho effettivamente raggiunto?”. Gli obiettivi possono variare notevolmente, dai traguardi professionali, come ottenere una promozione o avviare un nuovo progetto, a quelli più personali, come migliorare la propria forma fisica o dedicare più tempo alle relazioni significative.
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Anche la felicità può essere un indicatore utile per misurare la propria crescita personale. Chiederci “Quanto mi sento più felice rispetto a qualche mese fa?” ci permette di valutare il nostro benessere emotivo e il livello di soddisfazione personale. Anche se la felicità può essere un parametro soggettivo e variabile, è comunque un indicatore importante del nostro stato di crescita personale.
📌 La felicità può essere un concetto difficile da misurare. Martin Seligman, il padre della psicologia positiva, ha identificato 5 elementi che la costituiscono. Il suo modello PERMA può aiutarti a misurare i progressi rispetto ai tuoi livelli di felicità. Ti lascio un video esplicativo qui sotto:
Un altro criterio utile possono essere i progressi nella costruzione di nuove abitudini. Le abitudini sono i mattoni fondamentali su cui costruiamo la nostra quotidianità e, di conseguenza, la nostra crescita personale. Chiederci “Sono riuscito/a a instaurare e mantenere costantemente nuove buone abitudini?” è essenziale per valutare se stiamo effettivamente avanzando nel nostro percorso. La capacità di adottare nuove abitudini, come l’esercizio fisico regolare, la meditazione o una dieta equilibrata, non solo migliora la nostra salute e il nostro benessere, ma rafforza anche la nostra autodisciplina e ci avvicina sempre più ai nostri obiettivi a lungo termine.
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Questi parametri (e altri) sono importanti perché ci forniscono un modo semplice e immediato per visualizzare i nostri progressi e per sentirci motivati a continuare.
Ad esempio, essere consapevoli di aver letto un certo numero di libri in un anno può darci una sensazione di chiaro aumento delle nostre conoscenze. Raggiungere un obiettivo prefissato ci dà la certezza che stiamo facendo dei passi avanti verso le nostre aspirazioni. Sentirci più felici rispetto al passato ci fa capire che stiamo investendo nel modo giusto su noi stessi.
Intendiamoci: non c’è assolutamente nulla di sbagliato in questo approccio. Io stesso, ogni anno, mi prendo mezza giornata di tempo per fare il punto della situazione. Mi fermo, rifletto su ciò che ho raggiunto e su ciò che ho ancora da fare. Esaminare i risultati ottenuti mi permette di capire meglio dove sono e di pianificare i prossimi passi con maggiore consapevolezza e slancio.
👉 Tuttavia, man mano che si avanza nel percorso di crescita personale, è secondo me necessario considerare anche altri aspetti meno tangibili ma altrettanto importanti per misurare la propria evoluzione.
Andiamo a vederlo nel prossimo paragrafo.

2) Misurare la crescita personale da “esperti”
Quando raggiungi un certo livello di esperienza nel tuo percorso di crescita personale, quello che diventa secondo me evidente è che non è più sufficiente analizzare le aree nelle quali tu sei cresciuto/a ma devi fare qualcosa di perso.
L’idea che da molto tempo porto avanti è che devi imparare a valutare la bontà di una persona non tanto dai risultati che porta a casa, ma da quanto cambia in meglio chi le sta vicino.
Questo vale anche quando si tratta di misurare i nostri progressi nell’ambito della crescita personale.
La vera cartina tornasole per capire se una persona è “cintura nera di automiglioramento”, secondo me, non è quanta strada ha percorso lui o lei, quante competenze ha acquisito o di quanti obiettivi ha raggiunto, ma quanto ha contribuito a far crescere chi gli sta vicino.
Per esempio, mi chiedo spesso: “Le persone che entrano in contatto con me, escono da questa interazione migliori, più felici, più motivate? Riescono a essere la migliore versione di sé grazie alla mia presenza nella loro vita?”.
Questa riflessione è diventata il mio riferimento per misurare il mio livello di crescita personale. Non basta più guardare solo a ciò che ho ottenuto per me stesso; devo chiedermi quanto ho aiutato gli altri a raggiungere i loro obiettivi, a migliorare le loro vite, a diventare persone più complete e soddisfatte.
Quale ricerca scientifica cito al riguardo? Nessuna.
Sulla base di quali prove allora sostengo questa tesi? Sulla mia esperienza.
Se uno riesce a crescere come persona, infatti, arriva a un certo punto a mettere gli altri davanti a sé stesso. Non necessariamente tutto il mondo, ma almeno il suo mondo. Il suo partner, i suoi figli, i suoi colleghi e amici più stretti. Per questo, ogni anno, oltre a fare un punto sui i miei progressi, analizzo i progressi delle persone a me care. Faccio un piano di miglioramento per ognuna di loro e mi adopero successivamente per farle crescere in quella direzione.
Ora, come tutte le cose ci vuole gradualità in questo processo. Prima si parte dalla cintura bianca e poi si conquista la gialla, poi l’arancione, e via dicendo, fino ad arrivare alla nera. Se sei un principiante e provi a fare un calcio volante degno di un terzo dan, ti romperai il legamento.
Nella mia vita ho avuto diversi mentori. Ognuno di loro mi ha a un qualche livello fatto crescere, e quindi sarò a tutti loro estremamente grato per tutta la vita. Ma se ci penso, la maggior parte di questi mentori mi hanno fatto crescere principalmente al livello di competenze, mentre pochi altri anche a livello umano. Parlo di valori, di stile di vita, di etica. Queste persone erano i leader: erano coloro che erano veramente interessati alla mia autonomia più che al loro ego, al farmi diventare adulto più che a un loro possibile tornaconto, a fare il tifo per me come uomo prima ancora che come professionista.
Non farò i loro nomi, ma loro lo sanno chi sono. E il modo migliore che ho per ringraziarli è cercare di fare lo stesso con le persone a me care ciò che loro hanno fatto con me.
Perciò, se ti consideri un “esperto” o aspiri a diventarlo, ti incoraggio a misurare la tua crescita personale non solo in base a ciò che riesci a ottenere, ma soprattutto in base a quanto riesci a far crescere chi ti sta intorno.
La grandezza di un individuo non si misura da ciò che ottiene, ma da quanto cresce chi gli sta vicino. Investi prima su di te coltivando un egoismo sano. Quando sarai in equilibrio, dedicati agli altri.

3) Crescita personale: vuoi fare il prossimo passo con noi?
La crescita personale è un viaggio continuo, fatto di scoperte, sfide e miglioramenti costanti.
Se hai già iniziato a lavorare su te stesso, sai quanto sia importante avere strumenti e conoscenze da cui attingere e prendere ispirazione.
📌 Se sei alla ricerca di spunti, il nostro blog è pieno zeppo di articoli e altre risorse che possono esserti utili. Troverai riflessioni, consigli pratici e molto altro per aiutarti a vivere una vita più piena e soddisfacente.
A volte, però, sentiamo il bisogno di un ulteriore passo, di un sostegno che ci aiuti a superare nuovi ostacoli o a esplorare parti di noi stessi che ancora non conosciamo.
Anche per oggi è tutto.
A presto,
Luca


